Il medico in preghiera

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Matt Lillicrap esplora due idee chiave della preghiera del Signore.
Quando si tratta di pregare, è un sollievo notare che Gesù non ci ha costretti (“Tu! Prega di più!”) o ha dato un sistema preciso. Ci diede invece un modello di preghiera pieno di inimmaginabili ricchezze. Il fondamento della preghiera del Signore ci spingerà in ginocchio e supererà l’approccio alla preghiera indotto dalla colpa. (1) Ogni frase di quel modello dipinge un’immagine straordinaria di Dio e di coloro inginocchiati davanti a lui. Ci dona una conoscenza più profonda di Dio e di noi stessi.

Conoscere Dio: nostro Padre, il Santo Re

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome. (2)

C’è una meravigliosa (probabilmente apocrifa) storia su Abraham Lincoln. Egli regalò di sua spontanea volontà un animale domestico a suo figlio: una capretta. Egli la legava ad una sedia della cucina e la cavalcava regolarmente dentro alla Casa Bianca. Un giorno, dopo che Lincoln era stato trattenuto per più di un’ora per un incontro con i suoi ufficiali della guerra civile, le porte si spalancarono e Lincoln Jr irruppe nella stanza, spinto dalla medesima capra. La reazione del presidente? Saltò dalla sedia, gridando di gioia, lo insegui fuori dalla stanza e non ritornò se non nel giro di un’altra ora.

Questo accesso del figlio verso il padre è alle base delle parole introduttive di Gesù. Divertiti a cavalcare con la tua capra! Il punto è che Dio si diletta dei suoi figli. Tuttavia, spesso immaginiamo che le nostre vite siano insignificanti. Dio può essere interessato in maniera generale, ma anche i dettagli? Cosa sono le mie gioie, i problemi o le difficoltà quando c’è un universo da gestire? Gesù, però, non permetterà questo – insiste nel chiamare Dio “Padre”. Confidando in Cristo, la sua posizione davanti a Dio diventa la nostra. Siamo spinti alla vita della trinità di Dio, dal momento che Lui ci dona lo Spirito di adozione che ci fa gridare “Abba”, (3) chiamando il padre del Figlio, “nostro Padre”. (4) Questa è la preghiera guidata dalla nostra adozione come figlio di Dio. Non è né distante né imprevedibile, perché si diletta di noi. (5) Questa visione di Dio ti porterà in ginocchio?

Fermati un attimo però. Sentire questo può lasciarci immaginare che Dio sia sul nostro stesso piano, un (super) padre umano, solamente più grande e migliore. Se fosse così, allora la preghiera diventerebbe il parlare con qualcuno che, per quanto potente, è in gran parte come noi.

Questo potrebbe non sembrare un grosso problema. Dopotutto, la preghiera stessa non presuppone che possiamo parlargli come faremmo con chiunque, in ogni momento e ovunque? Ancora una volta, Gesù non permetterà questo. Dopo l’apertura incredibile, la prima metà della sua preghiera è piena della “diversità” di Dio. Questa è un’immagine fuori moda di Dio – Dio su un piano completamente diverso – il Dio il cui nome deve essere santificato. Quando preghiamo, camminiamo su un suolo ad accesso limitato e santo. È assolutamente santo, puro, persino inavvicinabile. Quindi stiamo pregando in modo da trattarLo con il rispetto che merita come il Dio tre volte santo di Isaia (6), come il re esaltato di Giovanni. (7) Non è una versione più grande di noi stessi, alla cui presenza possiamo semplicemente vagare. È l’unico essere nell’universo che non dipende da niente e da nessuno, ma da cui dipende l’intera creazione completamente.

Questa visione più grande di Dio deve alimentare le nostre preghiere. Quindi unisce questa diversità con la sua vicinanza paterna e l’effetto è mozzafiato. Questo creatore dell’universo completamente santo, interamente indipendente, onnipotente, non creato… lo chiamiamo “Padre”.

Conoscerci: dipendenti e perdonati

Dacci oggi il nostro pane quotidiano.

E perdona i nostri debiti, come noi li perdoniamo ai nostri debitori. (8)

La giusta conoscenza di Dio che conduce alla giusta conoscenza di sé è il tema della seconda parte della preghiera. (9) Mentre l’inquadratura è stata zoomata sulla maestà di Dio, ora se noi rimpiccioliamo un po’ l’immagine, intravediamo noi stessi inginocchiati davanti a lui.

È un quadro umile per coloro che si sentono autosufficienti nel raggiungere i propri obiettivi, come tendono ad essere gli operatori sanitari. In primo luogo, siamo creature dipendenti che pregano per il pane quotidiano, per tutto ciò di cui abbiamo bisogno oggi, ogni giorno. Questo è facile da dimenticare. Lavoriamo sodo, apriamo conti di risparmio, investiamo nelle pensioni credendo ad un’illusione di autosufficienza. Ma chi permette tutto questo? Chi dà “vita, respiro e tutto il resto?” (10) Mentre preghiamo, abbiamo bisogno di una visione più piccola di noi stessi come creature dipendenti.

In secondo luogo, siamo debitori dipendenti. Al giorno d’oggi conosciamo fin troppo bene il debito; debito studentesco, debito pubblico, debito del sistema sanitario; ma la domanda cruciale è, a quanto ammonta? Quando Gesù ci mette di fronte a questo, sentiamo veramente la profondità della nostra bancarotta spirituale? Avremmo con Dio un inestinguibile debito se dichiarassimo di essere indipendenti dal nostro legittimo Re santo, vivendo come se non avessimo bisogno di Lui, ma come possiamo ripagarLo? Impossibile, tutto ciò che abbiamo e siamo è Suo fin dal principio.

Ecco, quindi, la duplice visione che dovrebbe guidare la nostra preghiera: Dio, onnipotente, indipendente, raggiungibile come Padre; e noi, figli a carico, soggetti del Santo Re, creature del creatore increato, peccatori perdonati dal misericordioso Salvatore.

Matt Lillicrap è un ex direttore medico ed è ora uno studente di teologia all’Oak Hill College di Londra.

Traduzione a cura di Joao Vitor Nardi

Riferimenti

1) Carson D. Un appello per una riforma spirituale. Nottingham: IVP, 2011
2) Matteo 6: 9-10
3) Romani 8:15; Galati 4: 6
4) Giovanni 17: 20-23
5) Il linguaggio di “padre” può stridere per alcuni. Dove l’esperienza di un padre umano è stata negativa, questo può rendere queste parole difficili da ascoltare
6) Isaia 6
7) Vedi Apocalisse 4 per la visione di Giovanni del trono di Dio, quasi inaccessibile e circondata da tuoni e fulmini, esseri angelici e un vasto mare
8) Matteo 6: 12-13
9) Questo è il punto di riferimento che Calvino inizia notoriamente le sue riforme con: Le istituzioni di Calvino, Libro 1, capitolo 1, I e II
10) Atti 17:25

Link originale: http://www.cmf.org.uk/resources/publications/content/?context=article&id=26605