Integrità nella ricerca

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I medici non dicono bugie, vero? Come cristiani, dobbiamo sforzarci di fare il nostro meglio, essere educati e dire la verità!” 

Frank Wells condivide l’esperienza di una carriera nell’etica della ricerca.

Punti chiave

  • Dire la verità è fondamentale per i medici, sebbene a volte dovranno giudicare se i pazienti sono pronti ad ascoltare la verità “nuda e cruda” sulla loro malattia.
  • Nella ricerca medica, non c’è spazio per la falsità, ma ciò non accade sempre; quindi sono necessari dei controlli.
  • Oltre a essere responsabili nei confronti dei pari, i medici e i ricercatori medici sono responsabili nei confronti di Dio e dei Suoi standard di veridicità.

I medici non dicono bugie, vero? Beh, forse una “bianca” solo occasionalmente. Dopotutto, non tutti i pazienti vogliono sapere che hanno un tumore inoperabile – almeno non subito. Ma nell’ ambito della ricerca, dove ho trascorso gran parte della mia vita professionale, è doveroso riportare ciò che accade realmente: non c’è davvero alcun motivo nel fare diversamente.

Quando ero un ragazzino – decenni fa – i miei genitori mi avevano inculcato con forza un motto che non ho mai dimenticato: sii educato, fai del tuo meglio e di’ la verità. Questi tre principi mi hanno accompagnato per tutta la vita, ma è il terzo su cui mi voglio concentrare in questo articolo. Molte cose sono successe da quando ero un ragazzino, di cui la più importante è stata diventare un cristiano nato di nuovo durante la mia adolescenza. Mi sono laureato in medicina nel 1960 ed ho lavorato per quasi 20 anni come medico di Medicina Generale. Ma, mentre guardo indietro, credo fermamente che è stato Dio a guidarmi per sette anni di lavoro per la BMA [British Medical Association] (principalmente in ambito etico e farmacologico BNF [British National Formulary]) e dieci anni come medico farmaceutico, prima di condurmi ad un ruolo nella ricerca etica ed nel mantenimento dell’integrità della ricerca.

Il mio ruolo di consulente sull’integrità della ricerca significa che spesso parlo dell’importanza di dire la verità, specialmente nel contesto della ricerca clinica in cui è essenziale la segnalazione accurata dei risultati e delle evidenze, compresa quella dei riscontri negativi.

La pratica dell’integrità è la qualità dell’essere onesti e la Bibbia affronta diffusamente il tema dell’integrità, anche se a volte non in maniera specifica. Nell’Antico Testamento, ad esempio, l’integrità può essere tradotta dall’ebraico come “sincerità, sanità, rettitudine o interezza”. Il nono comandamento afferma: “Non attestare il falso contro il tuo prossimo” (1), che significa essere sempre veritieri per quanto riguarda gli altri. Più semplicemente, dice il salmista, riferendosi al Signore: “Tu mi sosterrai nella mia integrità e mi accoglierai alla tua presenza per sempre.”. (2) Poi in Proverbi, “Gli uomini retti infatti abiteranno la terra, quelli che sono integri vi rimarranno”. (3) “Le labbra bugiarde sono un abominio per il SIGNORE, ma quelli che agiscono con sincerità gli sono graditi”. (4)

Nel Nuovo Testamento l’integrità fa riferimento alla “onestà e ad un comportamento teso alle buone opere”. Ad esempio, Paolo, scrivendo a Tito, dice “presentando te stesso in ogni cosa come esempio di opere buone; mostrando nell’insegnamento integrità, dignità”. (5) Gesù è l’esempio perfetto di un uomo integro: tentato da Satana non cede mai, senza macchia e completamente veritiero. La sua stessa dichiarazione della Sua integrità è un principio fondamentale della nostra fede cristiana: “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me “. (6) E, in un’interpretazione colloquiale del sermone sul monte, Gesù dice di non fare nulla che non vuoi. E continua: Questo consiglio è profondamente radicato nelle nostre tradizioni. Fai solo peggiorare le cose quando utilizzi una maschera di parole pie dicendo “Pregherò per te” e non lo farai mai, o dicendo “Dio sia con te” senza intenderlo davvero. Non rendi vere le tue parole abbellendole con espressioni religiose; anzi, nel rendere il tuo discorso solo formalmente più religioso, diventa meno vero. Dì solo “si” o “no”. Quando manipoli le parole per ottenere il tuo tornaconto, sbagli. (7) Questi sono messaggi estremamente importanti: non fare nulla che non intendi; e, sì, di’ sempre la verità.

Ho studiato molti casi in cui il ricercatore aveva chiaramente riportato risultati non veri, e non tutti i miei lavori erano direttamente correlati a pazienti. In effetti, uno dei miei casi più interessanti riguardava un progetto di ricerca pre-clinica per un nuovo trattamento dell’ansia legata allo stress. (8) Il protocollo richiedeva il trattamento di ratti che erano stati stressati, secondo un modello ben documentato per stressare i ratti. Il dottorando delegato a fare lo studio non era riuscito a far funzionare il modello, ma gli era stato detto di continuare come se ci fosse riuscito in modo che alla fine dello studio i topi non risultassero essere più stressati (condizione in cui non erano mai stati in realtà). Lo studente cercò di allertare le autorità dell’università riguardo le sue preoccupazioni, ma inizialmente queste non furono interessate. In seguito le stesse concordarono che il modello per stressare i ratti non aveva funzionato ma solo dopo aver esaminato completamente il caso. Le implicazioni di non aver detto la verità sull’inefficacia del modello per stressare i topi sarebbero potute essere di vasta portata. Questo era un classico caso di un’università che aveva cercato di nascondere la prova di una condotta illecita: le bugie erano state dette e nessuna azione sarebbe stata presa.

Qual è stata la prima bugia mai raccontata? Bene, non possiamo essere assolutamente certi, ma la prima documentata è stata nel giardino dell’Eden: “Il serpente disse alla donna: «No, non morirete affatto; ma Dio sa che nel giorno che ne mangerete, i vostri occhi si apriranno e sarete come Dio, avendo la conoscenza del bene e del male»”. (9) Satana si concentrò su una restrizione e la usò per accecare Eva riguardo tutte le benedizioni di Dio. C’era solo un albero nel giardino di cui Eva non poteva godere, ma ce n’erano numerosi altri buoni di cui poteva godere il frutto senza restrizioni. Satana si concentrò solo su una limitazione percepita come negativa, conseguentemente Eva dimenticò la generosità e la grazia di Dio. L’integrità non aveva alcun valore! Anche per noi è ancora così facile dimenticare la bontà e la grazia di Dio – Satana è ancora in giro!

Forse Satana ha sedotto anche lo psichiatra che ha partecipato al mio primo caso di frode. (10) Il progetto di ricerca era una sperimentazione clinica (clinical trial) su un nuovo antidepressivo, che, tra le altre cose, richiedeva test di laboratorio. Il controllore del clinical trial non aveva traccia dei referti relativi ad alcuni dei test di laboratorio riportati. Quando messo alle strette, lo psichiatra dichiarò di aver delegato la completa responsabilità dello studio a uno dei suoi colleghi più giovani (di cui si era dimenticato il nome!). Il giovane collega interessato, una volta rintracciato, negò di essere a conoscenza dello studio. Lo psichiatra fu  giudicato colpevole di  gravissima condotta professionale, per aver inventato dati rilevanti e persino incluso un paziente inesistente. Anche in questo caso le implicazioni nel prendere decisioni sull’autorizzazione di farmaci basate su dati inventati sono molto gravi.

Andrew Wakefield è un medico la cui mancanza di integrità ha probabilmente causato la morte di dozzine di bambini, altrimenti evitabile. (11) Nel 1998 pubblicò un articolo di ricerca fraudolento che rivendicava una connessione tra la somministrazione del vaccino del morbillo-parotite-rosolia (MPR) e lo sviluppo dell’autismo e di malattie intestinali. Nessun ricercatore successivamente è mai stato in grado di riprodurre questi risultati e nel 2010 è stato radiato dall’Albo dei Medici dal Consiglio Medico Generale a causa della disonestà scientifica e della grave condotta professionale. Le false implicazioni sulla malattia generate dalla sua disonestà sono state enormi. 

Paolo ha scritto quello che è diventato un passaggio delle Scritture molto noto e che offre una guida spirituale sull’integrità: “Quindi, fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri”. (12)

Allora perché l’integrità è preziosa? Come cristiani, abbiamo la responsabilità di sviluppare e mantenere la reputazione di persone e professionisti che dicono la verità. Abbiamo una promessa da parte di Dio che ci aiuterà a mantenere la fiducia degli altri dicendo la verità. Ma Dio sa anche che a volte potremmo cadere nella tentazione e dire bugie, e ci perdona se confessiamo di aver peccato.

Facciamo un ulteriore passo avanti e chiediamoci perché l’integrità è davvero preziosa. Sappiamo che Gesù verrà una seconda volta. (13) Ognuno dovrà rendere conto di “ogni parola oziosa che avrà [avranno] detta”. (14) Come cristiani, dobbiamo sforzarci di fare il nostro meglio, essere educati e dire la verità; perché quando Egli verrà, apprezzeremo davvero il valore della integrità, nella Sua giustizia e nel Suo amore.

Frank Wells è stato un medico di Medicina Generale per 20 anni e successivamente sottosegretario della BMA. Ha fondato il Comitato per le Questioni Etiche della Facoltà di Medicina Farmaceutica ed è attualmente Vicepresidente del Comitato per l’Etica della Ricerca Sud di Cambridge e consulente principale dell’Autorità di Ricerca Sanitaria su integrità, frodi e cattiva condotta.

Se hai domande perché non scriverci? admin@progettoamico.info

Riferimenti

  1. Esodo 20:16 
    2. Salmo 41:12 
    3. Proverbi 2:21
    4. Proverbi 12:22 
    5. Tito 2: 7 
    6. Giovanni 14: 6 
    7. Matteo 5: 33-37 (Il Messaggio)
    8. Wells F. Il caso dei ratti non stressati. 
    Frode e cattiva condotta nella ricerca biomedica, terza edizione. Londra: BMJ Books, 2001 
    9. Genesis 3.4-6 
    10. Wells F. Il caso dello psichiatra Durham. Frode e cattiva condotta nella ricerca medica, 2a edizione. Londra: BMJ Books, 1996 
    11. Deer B. Doctoring the evidence. Sunday Times, 12 agosto 2012 
    12. Philippians 4: 8 
    13. Atti 1: 10-11 
    14. Matteo 12:36

Articolo originale: https://www.cmf.org.uk/resources/publications/content/?context=article&id=26489
Traduzione a cura di Daniele Noviello