Preparati – La vita dopo la laurea

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Rachel Owusu-Ankomah esplora l’integrità.
Rachel Owusu-Ankomah è una collaboratrice dello staff tecnico a Londra e una tirocinante chirurgica.

La cosa meravigliosa della nostra formazione come medici, infermieri o ostetriche è che è vocazionale. Come studenti, pensiamo in modo affascinante alla vita post-laurea: “Voglio essere un giovane medico che rispetta tutti i miei colleghi”, “Voglio essere un’infermiera che si prende il tempo per stare con i propri pazienti”. Forse la vera sfida degli studenti è che non dovremmo solo pensare e aspettare fino alla laurea, ma iniziare ora a fare quelle cose.

La quarta clausola del Consiglio Medico generale della buona pratica clinica afferma che dovremmo essere sempre onesti riguardo alla [nostra] esperienza, qualifiche e ruolo attuale. (1) Dovremmo agire con onestà e integrità nella ricerca. Ma è sufficiente?
Dio ci istruisce a parlare, agire e comportarci al lavoro in modo irreprensibile. (2) Dobbiamo rispettare i nostri pazienti e colleghi, (3) obbedire alle regole. (4) Le nostre parole dovrebbero essere chiare: “sì” dovrebbe significare “sì” e “no” dovrebbe significare “no”. (5) Tuttavia, la cultura del lavoro può fare in modo che siamo facilmente trascinati nella cosa sbagliata – dal parlare di un collega alle sue spalle, a stampare cose personali al lavoro.

Mi sono liberata quando il carico di lavoro si è accumulato. Lavoravo duramente e facevo di tutto per aiutare gli altri. Invece di ammettere che non ero in grado di affrontare tutti i compiti, la testardaggine e l’orgoglio si sono scatenati. Ricevevo delle cose da fare, gli assicuravo di essere in grado di portarle a termine, ma per mia vergogna, non riuscivo a compierle. Molto lontano dall’onestà e l’integrità verso i quali io credo che Dio ci chiama.

Quindi, come possiamo elaborare la nostra integrità? Pensa coscientemente alla tua integrità nella vita di tutti i giorni. Che tipo di medico o infermiere cristiano vuoi essere? Sei puntuale? Sei scortese e sprezzante con i colleghi? Ti occupi di progetti e li completi nel tempo stabilito? Hai l’atteggiamento ‘non è il mio paziente, non è il mio problema’ nei confronti del paziente affetto da demenza che ha bisogno di tornare al suo letto?

Sii onesto con te stesso e con Dio. Ringrazia Dio per le aree in cui dimostri integrità e chiedigli di aiutarti a continuare. Quando iniziano lo stress, le tensioni e le attività impegnative della vita lavorativa, le crepe possono iniziare a comparire. In pratica, raddrizza i tuoi problemi di integrità. “Dovrei riposarmi abbastanza per poter andare in orario per il lavoro”, “chiederò al mio piccolo gruppo di pregare per me quando ho delle difficoltà con i progetti”. Rifletti, pentiti e agisci. L’integrità con cui conduciamo le nostre vite, specialmente sul posto di lavoro, è una testimonianza personale della santità, della grazia, della misericordia e dell’amore di Dio. (6)

“Qualunque cosa facciate, fatela di buon animo, come per il Signore e non per gli uomini, sapendo che dal Signore riceverete per ricompensa l’eredità. Servite Cristo, il Signore! “. (7)

Articolo scritto da Rachel Owusu-Ankomah e tradotto da Joao Vitor Nardi

Riferimenti

  1. General Medical Council. Good medical Practice. GMC, 2013
    2. 1 Pietro 2:11-12
    3. 1 Pietro 2:17
    4. Romani 13:1-5
    5. Matteo 5:37
    6. 1 Pietro 1:16, 2 Corinzi 12:9, Michea 6:8, Giovanni 13: 34-35
    7. Colossesi 3:23-24

Link: http://www.cmf.org.uk/resources/publications/content/?context=article&id=26574