Di chi è il merito?

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“Ma ciò che per me era un guadagno, l’ho considerato come un danno.” Filippesi 3:7

Forse è da poco che sei sufficientemente qualificato per avere ancora un senso di realizzazione e di una conoscenza medica abbastanza ampia! Paolo aveva avuto la stessa sensazione riguardo alla sua educazione ebraica. Era in cima nella sua classe. Aveva fatto tutte le cose giuste. Eppure, quando divenne cristiano, disse che considerava tutto questo come un danno. Non che la sua posizione ebraica non fosse reale; era reale e grazie a ciò era in grado di incontrare i leader ebrei essendo alla loro altezza. Ma piuttosto che farlo ha smesso di contare su di questo e si rese conto che non aveva niente a che vedere con la sua spiritualità.

Dare il merito a noi stessi, specialmente quando gli altri sono d’accordo con questo, è una tendenza profondamente radicata nella maggior parte di noi, e i medici sono particolarmente suscettibili a questo; è così facile “fare del bene” nel nostro lavoro. In questo senso, la medicina è una facile chiamata per un cristiano, e di tanto in tanto merita una chiara revisione di coscienza, affinché non ci ritroviamo a pensare di fare il lavoro di Dio mentre assistiamo gli ammalati.

Dobbiamo costantemente ricordare a noi stessi che tali talenti e conoscenza che abbiamo, ci sono stati dati da Dio, per essere usati per la Sua gloria e non a nostro vantaggio per primo – considerando comunque che il lavoratore è degno del suo salario. Sarebbe buono tenerlo a mente anche quando veniamo coinvolti in discussioni sulle condizioni salariali e sui termini del servizio.

“Che cosa possiedi che tu non abbia ricevuto?” 1 Corinzi 4:7

Ulteriori letture: Luca 17:7-10. Filippesi 3:4-11

Tratto da https://www.cmf.org.uk/doctors/devotion/?id=devotion&day=20&month=11

Traduzione a cura di Joao Vitor Nardi