Un barlume di luce

Lo leggi in 2 minuti

Una notte, il Signore parlò in sogno a Paolo: «Non aver paura!» gli disse, «Parla, non tacere! Perché io sono con te e nessuno ti farà del male! Anzi, sappi che ce ne sono molti in questa città, che già appartengono a me» (Atti 18:9-10)

Paolo stava affrontando forti opposizioni nella sua missione di portare il Vangelo nella pagana e mondana città di Corinto. Nonostante la presenza di Sila e Timoteo, Priscilla e Aquila, si sentiva probabilmente solo e minacciato e, vedendo che gli ebrei erano ostili e indifferenti, si stava chiedendo se tutto ciò valesse la pena.

Può capitare anche a noi, che cambiamo lavoro ogni sei mesi, di sentirci un po’ dei martiri e mantenere quindi un basso profilo come Cristiani, sentendoci soli, spaventati e scoraggiati. Io stesso però ho sperimentato in prima persona quello che succede quando ci sporgiamo un po’ più in la, dando testimonianza del nostro Signore: oltre a venire preso di mira, un po’ come anche Paolo a Corinto,  ho sempre avuto modo di conoscere altri fratelli Cristiani.

Siamo tutti così occupati, che raramente parliamo di qualcosa che non sia lavoro o qualche altro argomento superficiale. Per questo motivo può capitarci di non venire a conoscenza di altri Cristiani sul posto di lavoro, fino al momento in cui stiamo per cambiare. Forse Dio vorrebbe formare un piccolo gruppo di Cristiani che siano di testimonianza dove lavoriamo. Paolo venne incoraggiato a portare avanti non solo il suo lavoro secolare (Atti 18:3), ma anche il suo ministero missionario, sfruttando ogni opportunità che Dio gli dava per testimoniare, anziché chiudersi a riccio nell’anonimato.

Impariamo anche noi ad essere coraggiosi per Dio, ricordandoci che Gesù ci ha promesso che “Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io riconoscerò lui davanti al Padre mio che è nei cieli.” (Matteo 10:32), ricordandoci anche che è vero anche l’inverso: “Ma chiunque mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io rinnegherò lui davanti al Padre mio che è nei cieli” (Matteo 10:33). E così mentre noi diamo testimonianza, fratelli Cristiani di cui ignoravamo l’esistenza potrebbero essere incoraggiati a fare altrettanto, oppure non credenti potrebbero avvicinarsi a Cristo.

Io non mi vergogno di appartenere al Signore,

e di difendere la sua causa;

di mantenere l’onore della sua parola,

la gloria della croce.

Il suo nome è tutto ciò in cui io confido,

non lascerà che la mia anima venga svergognata,

né che le mie speranze si perdano.

Isaac Watts

Ulteriori letture:

Filippesi 1:12-21

1 Corinzi 15:58.

TAG

Link originale:

https://www.cmf.org.uk/doctors/devotion/?id=devotion&day=29&month=10

Traduzione a cura di Giulia Dallagiacoma