Turni di lavoro e chiesa locale

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David Jonathan Jones in questo articolo esamina le nuove opportunità che si aprono a chi svolge un lavoro che prevede  turni per rimanere attivi nella propria chiesa.

  • Diventare un medico cambia il rapporto con la propria chiesa a volte in modo radicale.
  • Cominciare un lavoro in una nuova città, confrontarsi con nuove modalità di lavoro, frequentare una nuova chiesa rappresentano un insieme di sfide pratiche e spirituali.
  • Per rimanere radicati nella fede è di vitale importanza trovare un modo per incontrare e conoscere le persone della propria chiesa al di fuori dei culti abituali e di costruire una rete di medici cristiani.

Le sfide del passaggio dalla vita da studente di medicina a quella di medico sono ben note. Lavorare a turni, prescrivere farmaci, la struttura a volte caotica di un nuovo ospedale, utilizzare diversi sistemi operativi, ricordare innumerevoli credenziali d’accesso e codici per accedere ai reparti, affrontare situazioni di carenza di personale (e talvolta la mancanza di appoggio da parte di figure con più esperienza) sono solo alcuni esempi scontati. Quello che invece non avevo previsto e per cui non mi ero preparato adeguatamente è stato l’impatto che la vita da giovane medico avrebbe avuto sulla mia vita spirituale.

In un istante era sparita la sicurezza delle domeniche o dei mercoledì sera liberi per partecipare alle riunioni domiciliari della chiesa, oppure di iniziare la mia giornata lavorativa alle 9 del mattino come tutti – fatto che mi avrebbe permesso di avere del tempo per pregare e leggere la Bibbia. Erano spariti anche i normali orari di lavoro che si conciliavano così bene con quelli degli altri membri di chiesa che conoscevo. All’improvviso mi sono ritrovato ad avere dei giorni liberi nel bel mezzo della settimana quando tutti i miei amici erano al lavoro.

E pensare che sono stato un membro di chiesa fidato, disposto a servire in diversi ministeri, a incontrare amici per trascorrere del tempo insieme oppure avere comunione regolarmente ogni settimana. E ora che la tabella dei turni cambiava ogni quattro mesi, ogni incontro doveva tener conto della rotazione di questi turni. Per non menzionare il fatto che finire il lavoro alle 17:00 poteva significare in realtà qualsiasi orario tra le 17:00 e le 19:00 in base agli eventi del giorno (personale, diagnosi dei pazienti, emergenze, ecc.). E poi sono arrivati i turni di notte che mi hanno colpito in pieno, sembrava che quasi “mangiassero” anche i giorni di riposo. Invece di essere dei veri giorni liberi, questo tempo mi serviva per riprendermi dalla fatica dei turni di lavoro prima di mettermi in marcia per le successive turnazioni.

Come tanti altri in transizione per questa nuova tappa della carriera, anch’io mi sono trasferito in una regione diversa per accettare la borsa di specializzazione che mi era stata offerta. Questo ha comportato dover far parte di una nuova chiesa. Come potevo incominciare tutto daccapo e mettere radici in queste condizioni? Sembrava che non riuscissi a servire la mia chiesa in nessuno dei ruoli di cui ero tanto felice prima. Non riuscivo neanche a partecipare ai momenti di comunione fraterna abituali! Ho provato ad offrire il mio servizio all’interno di un programma per la comunità, ma dopo che un membro di chiesa ha espresso la sua frustrazione a causa della mia inaffidabilità mi sono tirato indietro immediatamente. Mi sono sentito spiritualmente disorientato, demotivato e distaccato.

Ho parlato della mia frustrazione a mio suocero (e amico) nonché un pastore con tanta esperienza, e mi è arrivata una perla di saggezza semplice, vera, buona e ovvia…come ho potuto essere così cieco?

“Il Signore ti ha chiamato ad un ministero di guarigione” disse. “Se tutto quello che puoi fare è servire il Signore con la medicina non esitare a farlo. Non pensare agli altri ministeri; il Signore ti ha fatto medico!”

Nei mesi che seguirono i miei turni continuarono a cambiare ed io ho pregato regolarmente, disordinatamente, spontaneamente; non ho letto la Bibbia con assiduità ma sporadicamente, però ogni giorno ho ricordato a me stesso la Sua grazia. Non sono le mie opere a salvarmi, perché leggo la Bibbia o perché prego, ma per la grande opera della Croce di Gesù. Mi sono aperto alla fede e ho trovato un ambiente lavorativo pieno di Cristiani da tutte le parti del mondo: un’ancora di salvezza, una “chiesa” su una strada meno deserta! I miei colleghi non credenti si sono incuriositi e hanno iniziato a fare domande sulla mia fede e sulla mia etica. Non ci sono state conversioni sconvolgenti, ma quello è il compito di Dio, non il mio. Io dovevo solo fare la mia parte di testimone.

Ho iniziato ad usare i giorni liberi infrasettimanali per incontrare singolarmente vari pastori per un caffè e sono rimasto stupito dalle affinità esistenti tra il loro compito e quello di un medico: entrambi hanno a che fare con la vita e con la morte, devono saper comunicare e consigliare in tempi di crisi, essere “reperibili” per le emergenze e devono aver fatto rigorosi studi accademici richiesti per essere abilitati a svolgere la professione. Ho utilizzato i miei giorni liberi infrasettimanali per incontrare sia membri di chiesa in pensione, persone mature nella fede sia  altri fratelli con i quali non mi sarei mai potuto incontrare se non fosse stato per quei giorni liberi infrasettimanali.

(Ho anche accompagnato mia moglie ad uno studio biblico infrasettimanale per le sorelle, anche se solo per occuparmi dell’ “asilo nido” in caso di bisogno!)

Essendo un fan dei promemoria ho adattato quello che il Signore mi ha insegnato in un promemoria che ho usato per incoraggiare me stesso al bisogno (vedi in fondo all’ articolo).

Adesso capisco che nonostante i miei pensieri iniziali lavorare con i turni ha i suoi vantaggi: ho iniziato a coltivare amicizie diverse, servire in aree particolari del ministero Cristiano dove lavoratori con orari fissi avrebbero difficoltà a farlo, fermo restando che la medicina rimane il mio ministero principale.

Non lavoriamo per il Servizio Sanitario Nazionale ma per il Signore; possiamo semplicemente considerare e offrire il nostro lavoro al Sistema Sanitario come un anno sabbatico prolungato!

“Qualunque cosa facciate, fatela di buon animo, come per il Signore e non per gli uomini.” (Colossesi 3:23)

“Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, gradito a Dio; questo è il vostro culto spirituale.” (Romani 12:1)

Ringrazio i membri e i leader della Chiesa All Saints Loose di Kent, che sono stati fonte d’ispirazione per scrivere questo articolo e mi incoraggiano continuamente, offrendomi il loro affetto e sostegno. Ringrazio Phil Playfoot (Chiesa di St John di Crawley), mio suocero, amico e pastore, per essere sempre pronto ad ascoltarmi

David Jonathan Jones è specializzando in Medicina d’Emergenza-Urgenza a Kent

Un promemoria per i lavoratori che fanno i turni

  • Incontrarsi individualmente con le persone: Valuta la possibilità di usare il tempo disponibile durante la settimana per incontrare pastori, membri di chiesa in pensione e persone con le quali non penseresti di interagire normalmente. Sarai sorpreso di scoprire quanto l’amicizia possa essere edificante per tutte e due le parti.  (1)
  • Sostieni gli altri: Assenza fisica non vuol dire assenza totale. Invia delle mail, inizia conversazioni a distanza e prendi in considerazione la possibilità di mandare lettere oppure mail di ringraziamento a coloro che lavorano per te, con te e la tua famiglia. Avrà un impatto importante e positivo. (2)
  • Non arrivare in ritardo: Quando puoi partecipare agli incontri di chiesa fai del tuo meglio per essere puntuale. I pastori testimoniano che comportarsi così è incoraggiante e di supporto.
  • Intercessione (preghiera): Quando ti senti frustrato per il lavoro che interferisce con la tua vita di chiesa, può essere d’aiuto Filippesi 4.6: “Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti.” Sii aperto e sincero con le persone degne di fiducia, siano essi amici di fede e/o pastori per quanto riguarda le sfide che la vita da giovane medico comporta. I credenti che non sono medici rimangono spesso affascinati dalla tua carriera e saranno curiosi di seguire le tue lotte. Questo ti può aiutare a vedere le cose nella giusta prospettiva mentre ti trovi costretto a riflettere sui problemi successivamente. Tutti noi riconosciamo che in un contesto medico è necessario chiedere aiuto a una persona più esperta all’occorrenza; questo è altrettanto vero anche per le cose spirituali, quindi non esitare a chiedere ad altri di pregare per te. (3) Il Grande Medico è all’ascolto.
  • Generosità: Sii generoso con il tuo tempo, beni e talenti. Beni: essendo medici guadagniamo di più di altri membri di chiesa e possiamo aumentate le nostre entrate facendo delle sostituzioni. Sii generoso con i tuoi soldi. (4) I talenti: i medici hanno dei doni unici e hanno una formazione atta all’apprendimento, all’insegnamento e alla comunicazione, alla leadership e al public speaking. Mentre si usano questi doni in modo pratico si serve la chiesa. (5), (6), (7)
  • Spontaneità: Dipendere dalla tabella dei turni continuamente dà l’impressione di essere in balia della casualità che può portare frustrazione in quanto questi turni possono non combaciare con quelli degli amici che lavorano da lunedì a venerdì dalle nove alle cinque del pomeriggio. Cerca di accogliere questa “casualità” e viverla con spontaneità invece di esserne infastidito. Segnati il lavoro che c’è da fare nella tua chiesa durante la settimana, parla con i tuoi leader e valuta la possibilità di offrire il tuo aiuto. Pochi leader rifiuteranno la tua proposta se mostri di volerla adempiere volenterosamente! Servire in base al bisogno in più di un ministero ti può dare una prospettiva unica della chiesa, una visione che altrimenti non avresti avuto se ti fossi impegnato in un unico ministero scelto da te.

Bibliografia

  1. Una risorsa utile sull’amicizia biblica è il breve testo di Vaughan Roberts intitolato True Friendship. Dedicato agli uomini, è valido per tutti coloro che fanno turni snervanti che rendono difficile l’amicizia. Roberts V. True Friendship: Walking through life with your Christian Friends. Leyland: 10 Publishing, 2013
  2. Ebrei 10:24-25
  3. 1 Timoteo 2:1
  4. 1 Timoteo 6:17-19
  5. Romani 12:10-13
  6. 1 Pietro 4:10
  7. 1 Corinzi 12:4-7

Link originale: https://www.cmf.org.uk/resources/publications/content/?context=article&id=26982

Traduzione a cura di Victoria Svet