La parola detta a suo tempo

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“Il vostro parlare sia sempre con grazia, condito con sale, per sapere come dovete rispondere a ciascuno” (Colossesi 4:6)

Dove c’è stress, spesso ci sono imprecazioni. Più grande è la crisi, più sfacciata diventa la bestemmia. La mia esperienza mi ha insegnato che in ospedale nessuno impreca tanto quanto coloro che lavorano in terapia intensiva o in sala parto.

Quando ho iniziato a lavorare in ostetricia come SHO (Senior House Officer), il linguaggio dello staff di ostetriche mi ha grandemente deluso. Un pomeriggio in particolare eravamo molto impegnate in sala parto e S ha nominato “Gesù Cristo” una volta di troppo. Ho sentito talmente tanta rabbia crescere dentro di me, che avrei voluto prendere io il suo posto in quello che stava facendo. Stavo per farlo, quando all’improvviso mi è sembrato che il Signore mi dicesse “no, non è il momento giusto”, e aveva ragione. S si sarebbe sentita minacciata in presenza dello staff di infermieri e, con una madre che aveva in corso una massiva emorragia post-parto nella stanza accanto, non era certo il momento migliore per dare una spiegazione sul significato del nome di Gesù!

Così, ho aspettato e ho pregato che Gesù stesso mi desse la giusta opportunità per esprimermi sulla questione. Circa due settimane dopo, quando non c’era nessun parto in corso, S e io eravamo da sole in una stanza quando la parola “Gesù” è uscita di nuovo dalle sue labbra. Con mia sorpresa, mi sono trovata a dirle gentilmente: “Sai, S, credo che tu sia una delle poche ostetriche che ho conosciuto che parla del Signore Gesù più di quanto lo faccia io!”.

Il messaggio è passato immediatamente, senza alcuna reazione di ostilità da parte sua. E anche se dopo questo episodio quelle parole le sfuggivano occasionalmente di bocca, potevo vedere il suo sforzo e la sua attenzione nel non bestemmiare. Forse la cosa più importante è stata l’enorme crescita nella stima che avevamo l’una per l’altra – talmente grande che quando ho lasciato quell’ospedale, S ha organizzato la raccolta per il più bel regalo di addio che ho mai ricevuto, e sul biglietto ha scritto semplicemente “conserva la fede”.

Le parole dette di fretta non fanno nulla per portare avanti la causa di Cristo e le Scritture ci dicono chiaramente che dobbiamo essere sempre pieni di grazia nel nostro parlare, mai scortesi. Tuttavia, questo non significa che le nostre parole debbano essere deboli e inefficaci. Devono essere un vero “assaggio” per le persone che le ascoltano, andando dritte al punto senza essere distruttive. Dobbiamo pregare che Dio ci insegni ad essere incisivi ed efficaci, senza essere offensivi.

Ulteriori letture: Giacomo 3:6-12, Efesini 4:29 TGS

Traduzione a cura di Blanka Baracetti

Link originale: https://www.cmf.org.uk/doctors/devotion/?id=devotion&day=29&month=6