Identità radicata in Cristo Gesù

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Rachel Owusu-Ankomah, responsabile del ministero degli studenti di CMF (Christian Medical Fellowship, corrispettivo inglese di AMICO) considera come la nostra identità si sviluppa praticamente nei nostri studi e nel nostro lavoro. 

Il problema dell’identità

Se Gesù fosse la nostra prima priorità [1], il nostro tutto [2] e il nostro scopo ultimo, come applicheremo questo ai nostri studi o alla nostra professione? Come possiamo praticamente mantenere la nostra identità radicata in Cristo e sostenerla nel corso del mutare delle stagioni e delle sfide della vita?

Introduzione. Perché il problema esiste

I problemi di identità influenzano tutti indipendentemente dalla laurea o dal tipo di professione, ma ci sono fattori peculiari per chi studia medicina, ostetricia e infermieristica. Alcuni sono ovvi, come i molteplici impegni dovuti ai corsi universitari ed i tirocini spesso lontano dalla nostra abitazione. Altri sono più insidiosi, come l’ansia da prestazione agli esami e la paura di commettere un errore condizionante vita o morte. Le pressioni possono venire da dovunque: da noi stessi, dagli altri e dallo stesso ambiente universitario-ospedaliero. Queste cose dovrebbero indurci a guardare all’esterno e, soprattutto, verso l’alto per aiuto e supporto [3], ma troppo spesso le interiorizziamo e facciamo sì che i nostri studi ci consumino e caratterizzino chi siamo. Non fraintendetemi, è bene per noi studiare medicina, infermieristica e ostetricia. [4] È bene voler usare a pieno le capacità e le opportunità, mostrare gentilezza, compassione e cura alle persone fatte a immagine di Dio. [5] Ma queste cose possono così facilmente passare dall’essere buone a essere “idoli”, mettendo i nostri studi e la nostra professione al di sopra del nostro servizio e adorazione di Dio. [6] Questo, in fondo, è l’idolatria. [7]

La mia storia

Avevo riconosciuto fin dall’inizio della mia laurea quanto fosse facile per me che la medicina diventasse un idolo e mi incoraggiavo a “prenderlo alla leggera”. Mi chiedevo regolarmente come mi sarei sentita se la medicina mi fosse stata “portata via” – un utile controllo realtà per il mio cuore che so essere così facilmente incline a vagare. [8] Rispondere a questa domanda è stato un modo per ricordarmi di mantenere Gesù al centro della mia vita e dei miei studi. È diventato più difficile rispondere in quel modo quando ho ottenuto il lavoro dei miei sogni nel luogo dei miei sogni. Ero così disperata di impressionare i miei superiori e lasciare il segno che Dio è stato lentamente espulso. Il lavoro ha iniziato a definire me e chi ero. Arrivavo presto e rimanevo fino a tardi, poi ero troppo stanca per andare in chiesa la domenica quando non lavoravo, figuriamoci passare del tempo a meditare la Parola di Dio o pregare. Preferivo dare la priorità alla riunione settimanale facoltativa rispetto alla riunione in casa. Mi sono giustificata dicendo: “Sono qui come cristiana, sono sale e luce e posso salvare i miei professori, consulenti e colleghi”. Oppure, “Ho solo bisogno di portare a termine questo lavoro, quindi posso rimettere in sesto la mia vita”. Al centro di tutto questo c’era l’orgoglio e un enorme complesso del “salvatore”. Invece di essere definita da Dio e dalla sua Parola, trovando in Lui il mio scopo e il mio valore, la medicina era diventata per me tutto questo. Avevo dimenticato di temere Dio, non l’uomo; [9] Avevo dimenticato che Dio è sovrano su tutte le cose, non i miei superiori; [10] Avevo dimenticato che Gesù è quello che salva, non io; [11] Avevo dimenticato di servire Dio e Dio solo. [12] Che aspetto hanno gli idoli della tua vita? Che effetto fa avere la tua identità radicata in cose diverse da Dio? Forse è la cosa che completa questa frase “Sarò felice quando …” – quando avrò quel voto, quella relazione, quella casa, quel ruolo. Forse è la soddisfazione, l’auto-affermazione e il senso di successo che riceviamo dalle persone che pensano che lavoriamo sodo e che siamo bravi?

Come affrontiamo questo problema?

Quando radichiamo la nostra identità in altre cose, ci allontaniamo da Dio, da Chi è, da ciò che ha fatto per noi e da ciò che richiede da noi. [13] Possiamo pensare con orgoglio di essere una nave, ancorata nel nostro “nuovo dio”, ma la realtà è che siamo come tronchi sospesi nel mare [14] e tutte queste cose così facilmente “muoiono, si rovinano e svaniscono” [15] e ci lasciano a mani vuote. Priorità sbagliate e attenzioni disorientate ci allontanano dalle cose che Dio sta cercando di insegnarci per farci crescere. [16] Tutto questo può portarci via da dove Egli ci vuole indirizzare e dalla nostro crescita, che può avvenire solo in e attraverso di Lui. [17]

Consigli pratici

È importante ricalibrare e rimettere a fuoco le nostre mani, il nostro cuore e la nostra mente per camminare nella nostra identità in Cristo e nelle cose che ci chiama a fare. Ma come lo facciamo? Ecco cinque suggerimenti:

  1. Cerca prima il Suo regno e la Sua giustizia [18]

Il contesto più ampio di questo verso è la preoccupazione che tutti noi abbiamo, la preoccupazione costante per i nostri compiti. “Ho così tanto da fare, ho bisogno di finire quel saggio, andare a fare la spesa, fare cose per il mio CV, studiare per il mio esame – se non lo faccio, tutto si sgretolerà”. Qui Gesù ci sta sfidando a rimediare a questo, direi, non solo teoricamente ma letteralmente. Qual è la prima cosa che fai quando ti svegli la mattina? Mi vergogno di ammetterlo, di solito controllo i miei messaggi WhatsApp. Per me, cercare il Suo regno prima al mattino significa dare la priorità alla preghiera e trascorrere del tempo con Dio al posto che su i social media.

Ci sono tante cose che ci distraggono da questo comando, basti pensare all’economia dell’attenzione, che tratta la nostra focalizzazione come una risorsa da mercificare. [19] Dobbiamo ridurre al minimo le distrazioni che ci allontanano da Dio in modo da poterlo cercare prima di tutto il resto. Non è facile e dobbiamo pregare per essere spiritualmente disciplinati. Quelli di noi che seguono Gesù Cristo sono pieni dello Spirito di Dio, che è potere, amore e autodisciplina. [20] Quindi, riconosciamo questo e preghiamo che lo Spirito ci aiuti a cercarlo per primo in tutte le cose. Quale aspetto pratico ha nella tua vita cercare prima il Suo regno? Quali distrazioni devi ridurre al minimo per consentirti di farlo durante la giornata?

  1. Riposo!

Il riposo fa parte del modo in cui Dio opera. Lo vediamo nel racconto della creazione, [21] e anche nelle famose parole di Gesù in Matteo. [22] Non riposare sembra quasi essere uno stile di vita e un distintivo d’onore tra gli studenti mentre si lavora duramente durante i tirocini,  i corsi e per gli esami. Troppo spesso questo evidenzia una mancanza di dipendenza da Dio e il nostro desiderio di avere il controllo e di fare le cose con le nostre forze. [23] No! Non facciamolo, gente! Dio ci ha dato il riposo per ritirarci ed essere rinnovati e rinfrescati in lui – questo è il punto centrale del sabato. Se il Creatore dei cieli e della terra può riposare, penso che possiamo farlo anche noi. Mentre seguiamo il modello di Dio per il riposo, prosperiamo; ci aiuta a rimanere radicati in Lui. Come testimone di chi ha sperimentato il burn out almeno due volte (sì, sono stata stupida e non ho imparato la lezione la prima volta), Dio mi ha raffinato per vedere la bellezza e la necessità del riposo. Riposare in lui, mantenere un sabato (ovviamente quando non si è di guardia) e non lavorare tutto il tempo mi ha reso più produttiva, alleviato lo stress e mi ha permesso di essere più dipendente da Lui. Riesci a crearti un tempo durante la settimana per rimanere radicato in Lui? Cosa potresti dover smettere di fare per raggiungere questo obiettivo?

  1. Controlla te stesso

Dobbiamo controllare noi stessi: i nostri cuori, la nostra mente e le nostre mani. Che cosa stiamo facendo? Perché lo stiamo facendo? Troppo spesso lasciamo che la nostra attività definisca la nostra identità, piuttosto che la nostra identità definisca la nostra attività. Giacomo 1:22-24 lo spiega in maniera magnifica! Stiamo vivendo come coloro che hanno la loro identità in Cristo? Troppo spesso possiamo semplicemente passare tra gli eventi. Avere la nostra identità correttamente posizionata significa che permetteremo a Dio di rappresentare uno specchio della nostra vita attraverso la sua Parola, in modo da cambiarci e perfezionarci. [24] È la mia vita tenuta stretta solo a medicina, infermieristica o ostetricia? Come posso permettere alla mia identità in Cristo di alimentare la mia attività, piuttosto che la mia attività ad alimentare la mia identità?

  1. Trova un compagno di riferimento e/o un mentore

Abbiamo tutti dubbi e aree in cui siamo più inclini a cadere. Parte della bellezza della Chiesa e della comunità cristiana è permettere ad altre persone di modellarci e edificarci in Cristo. [25] Proverbi è pieno di versetti che ci incoraggiano a trovare un compagno di riferimento. [26] La mia fedele feritrice è Ester della mia chiesa. Mi chiama quando mi vede fare troppo e quando inizio a vacillare nella mia fede mentre le pressioni sul lavoro aumentano; io ripongo la mia identità lì. Sono grato a Dio per lei, per come la nostra amicizia abbia acuito e plasmato la nostra fede ed aiutato a tenere gli occhi fissi su di Lui. [27] Quali sono i tuoi dubbi che ti spingono a collocare la tua identità altrove? Chi nella tua vita può aiutarti a tenere conto e a fissare gli occhi su Gesù?

  1. Dai il buon esempio e fai attenzione agli altri

Dobbiamo riconoscere studiare medicina, ostetricia o infermieristica comporta una responsabilità innata. L’infermiera è la professione più fidata, con i medici non troppo indietro. [28] Anche lo studente del primo anno è subito apprezzato, sia dai fratelli più piccoli, sia dai membri della famiglia o dalle persone in chiesa. Non si tratta di mettere in scena uno spettacolo e far sembrare che le cose vadano bene – come una sorta di mascherata-, ma di essere vulnerabili e lasciare che le persone vedano tutto di noi. Ciò include i nostri errori così come i nostri successi, mentre cerchiamo di vivere e di avere la nostra identità saldamente riposta in Cristo. Può essere così facile essere egocentrici mentre elaboriamo la nostra fede con paura e tremore. [29] Ma non siamo robot isolati, piuttosto individui unici fatti a immagine di Dio, che fanno parte del corpo di Cristo. Non è mai stato un bene per l’uomo essere solo [30] e la massima espressione di ciò è la nostra unità con Cristo. [31] Si esprime anche all’interno della Chiesa. Guardiamoci anche l’un l’altro. Preghiamo per lo meno per i fratelli e le sorelle che saranno e rimarranno in Cristo; questa sarà la loro identità primaria, non i loro studi o la futura professione. Gli altri vedono che la tua identità è radicata in Cristo quando guardano la tua vita? Chi stai incoraggiando e discepolando a rimanere radicato in Cristo?

E poi?

Abbiamo coperto tanto fin qui e ci sarà molto su cui riflettere nella nostra vita, attraverso la Parola di Dio, la preghiera e il suo popolo. Ma come ho detto all’inizio, se Gesù è davvero la nostra identità, allora dobbiamo riflettere seriamente e considerare come appare nella nostra vita e fare passi concreti per raggiungere questo obiettivo in e attraverso Cristo.

Quando radichiamo la nostra identità in altre cose, siamo lontani da Dio

Se il creatore dei cieli e della terra può riposare, penso che possiamo farlo anche noi

 *Rachel Owusu-Ankomah è il Resposabile del ministerio degli studenti di CMF

Referenze:

  1. Matteo 6:33
  2. Luca 10:27
  3. Salmi 121:2
  4. Efesini 2:10
  5. Esodo 1:17, Luca 10:34, Luca 8:43-49
  6. Romani 12:1-2
  7. Esodo 20:3, Isaia 44:6-20
  8. Salmi 119:10, Geremia 17:9
  9. Ecclesiaste 12:13
  10. Romani 8:28
  11. Giovanni 3:16
  12. Esodo 20:4-6
  13. Esodo 20:1-17, Michea 6:8, Luca 10:27
  14. Ebrei 2:1
  15. 1 Pietro 1:4
  16. Ebrei 5:12-14, 1 Pietro 2:2
  17. Giobbe 8:11-15, Salmi 1:1-6, Salmi 92:13
  18. Matteo 6:33
  19. Reichow, L. Trained to distraction – the attention economy technology and our lives. English L’Abri 15 July 2018. bit.ly/2XBYacq
  20. 2 Timoteo 1:7
  21. Genesi 2:2-322. Matteo 11:28
  22. Filippesi 4:12-13, 2 Corinzi 12:9
  23. Stewart, D. What are some of the effects of sin on the life of the believer? Blue Letter Bible. bit.ly/effectsofsin
  24. 1 Tessalonicesi 5:11
  25. Proverbi 27:6,17
  26. Ebrei 12:2
  27. IPSOS MORI veracity index 2019. October 2019. bit.ly/trustindex1
  28. Filippesi 2:12
  29. Genesi 2:18, Ecclesiaste 4:8-12
  30. Filippesi 2:1-5