Fede e liberazione dalle dipendenze

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Stephen Smith ci illustra i punti chiave della Bibbia per ottenere liberazione dalle dipendenze.

Punti chiave:

  • ·      Ci sono tante forme di dipendenza. E il numero di persone che soccombono ad esse sta crescendo sempre più.
  • ·      La radice delle dipendenze è una risposta a traumi o dolori emotivi molto profondi.
  • ·      Nessuna situazione è senza speranza. La fede cristiana ci promette che “la verità ci farà liberi” e che le persone possono essere trasformate “camminando secondo lo Spirito”.

·      Per superare una dipendenza sarà quasi sempre necessario avvalersi dell’aiuto di altre persone.

La dipendenza, che sia da una sostanza psicoattiva come alcol o droghe, o da un comportamento come il gioco d’azzardo, il sesso o la pornografia, è un problema sempre più grande nella società odierna. Come professionisti sanitari, dobbiamo riconoscere l’impatto di questo problema all’interno della nostra pratica clinica. Come cristiani che cercano di raggiungere una società ormai perduta e ridotta in frantumi, è di vitale importanza conoscere e capire queste situazioni.

I fattori che contribuiscono alla dipendenza sono molti e spesso complessi, e nonostante i risultati delle terapie mediche siano spesso deludenti, ci sono due messaggi molto semplici da tenere a mente:

  • ·      La dipendenza è spesso una risposta a qualche dolore emotivo molto profondo e ben radicato
  • ·      La libertà duratura dalle dipendenze è possibile e la si può trovare attraverso la verità della Parola di Dio. 

La buona notizia del Vangelo non si limita alla salvezza dal peccato e alla promessa di vita eterna: Gesù ha pagato il prezzo necessario per permetterci di vivere una vita libera dalle situazioni in cui il peccato può intrappolarci – incluse le dipendenze. Se scegliamo di “camminare” o “vivere secondo lo Spirito”, potremo vivere liberi dall’impulso di dover soddisfare i desideri della carne. (1) Dio ci ha dato un obiettivo raggiungibile, alla nostra portata (2) – ma dobbiamo metterlo in pratica nella nostra vita.

L’impatto delle dipendenze

  • ·      Tossicodipendenza. Circa il 10% degli adulti in Europa Occidentale hanno una dipendenza fisica da alcol. Ciò significa che, qualora non venga consumata la solita quantità di alcol, si sviluppano sintomi fisici da astinenza. Un ulteriore 15% della popolazione adulta fa uso di alcol in maniera rischiosa, come ad esempio attraverso abusi occasionali o un consumo regolare oltre i limiti di sicurezza raccomandati.

L’abuso o la dipendenza da altre sostanze chimiche sono altrettanto frequenti. Nel Regno Unito, il 17% della popolazione fa uso di sigarette (20% in Italia) e il 7% della popolazione fa regolarmente uso di sostanze stupefacenti illegali, tra cui cannabis, eroina, cocaina e anfetamine (secondo quanto evidenziato dall’indagine IPSAD 2017, si stima che in Italia il 33% della popolazione di età compresa tra i 15 e i 64 anni abbia utilizzato almeno una sostanza psicoattiva illegale nella vita, e circa il 10% ne abbia fatto uso nell’ultimo anno). C’è poi una considerevole fetta di popolazione che ha sviluppato una dipendenza da farmaci, legalmente prescritti dal proprio medico per il trattamento del dolore o dell’ansia.

  • ·     Dipendenza comportamentale. Con l’avvento di internet e la disponibilità di tutto ciò che la rete offre, il fenomeno della pornografia e della masturbazione sono aumentati in maniera esponenziale. In una recente indagine svolta nel Regno Unito, il 63% degli uomini e il 21% delle donne di età compresa tra i 18 e i 30 anni hanno dichiarato di utilizzare la pornografia più volte a settimana. Anche altre forme di dipendenza, come quella dal gioco d’azzardo, dallo shopping, dai videogiochi e da internet, stanno aumentando in questo ultimo periodo.

 

Cos’è la dipendenza?

Bisogna innanzitutto definire cosa si intende con il termine dipendenza. La diagnosi di una dipendenza secondo l’ICD-10 (“International Classification of Diseases and Related Health Problems”) è formulata se, nel corso dell’ultimo anno, la persona è stata interessata da tre o più di una serie di fenomeni clinici, tra cui: difficoltà a controllare il comportamento, impulsi, sintomi da astinenza, tolleranza verso la sostanza e persistenza nell’uso/comportamento nonostante la consapevolezza delle dannose conseguenze.

Dipendenza e dolore

I fattori sottostanti a una dipendenza sono spesso numerosi e variegati. Ma alla radice di quasi tutte le forme di dipendenza, c’è un dolore profondo dovuto a una perdita, un rifiuto, un abuso, una separazione o altri tipi di trauma. 

Per meglio capire come un dolore emotivo possa fungere da forza trainante verso la dipendenza, cercherò di spiegare cosa succede in quella parte di cervello denominata “sistema limbico”. Il sistema limbico è costituito da una serie di strutture cerebrali profonde ed interconnesse tra loro, implicate nell’integrazione delle emozioni e dell’umore, dove vengono mediati sia il dolore emotivo che lo stato di benessere generale dell’individuo. Il piacere e lo stato di benessere sono il risultato della stimolazione di alcuni recettori che portano al rilascio di determinate sostanze chimiche, o neurotrasmettitori, in particolare la dopamina e la serotonina. Al contrario, bassi livelli di questi neurotrasmettitori sono associati alla depressione. I farmaci antidepressivi hanno il ruolo di alzare i livelli di queste sostanze, in particolare della dopamina e/o della serotonina.

L’effetto che si ottiene con l’uso improprio di sostanze stupefacenti è proprio questo. Che si tratti di alcol o altre sostanze calmanti, come eroina o cannabis, o che si tratti di sostanze stimolanti come la cocaina, il risultato è la stimolazione dei recettori del sistema limbico. Quanto detto vale anche per le sostanze allucinogene e dissociative, come la ketamina.

Un rilascio analogo di dopamina è stimolato anche dallo svolgimento di attività piacevoli, come quando mangiamo o durante l’attività sessuale, ma anche da tutti quei comportamenti che possono portare alla dipendenza, come il gioco d’azzardo, lo shopping, i videogiochi ecc.

È importante sottolineare che la ricerca di attività piacevoli è del tutto normale se ciò avviene in maniera controllata e bilanciata. Nel caso della dipendenza, al contrario, la ricerca del piacere avviene in maniera incontrollata e spesso a spese delle normali attività e del proprio benessere.

Il punto fondamentale è che in questi casi l’attività piacevole diventa un’ossessione e viene continuamente ricercata in quanto porta ad uno stato di sollievo, sebbene temporaneo, dal dolore. Questo vale per tutte le forme di dipendenza, sia da sostanze che da comportamenti.

Molti dei pazienti che frequentano le cliniche per questi problemi riconoscono che alla radice della loro dipendenza ci sia un dolore. Quelli invece che inizialmente non riconoscono alcuna forma di trauma emotivo, riescono solitamente ad identificare -più avanti nel tempo- almeno una mancanza di serenità o uno stato generale di insoddisfazione. È proprio questa forma di dolore che viene attenuata dalla dipendenza. 

Esiste una via d’uscita

Spesso queste persone si sentono senza speranze. Io stesso ho incontrato molte persone, tra cui pazienti e persino alcuni colleghi, che non pensavano di avere alcuna speranza di guarire. Molti ritengono sia vero che “una vola dipendente, dipendente per sempre” e purtroppo anche molti professionisti che si occupano del trattamento delle dipendenze vedono la dipendenza come una condizione “cronica e recidiva” anziché come uno stato temporaneo che può essere cambiato. Ma la buona notizia, una notizia meravigliosa, è che esiste una via di uscita da questa situazione di dipendenza, nonostante possa sembrare apparentemente senza speranze.  

Se crediamo fermamente nella parola di Dio, è assolutamente impossibile ritenere che qualunque situazione sia senza speranze. Quando Paolo incoraggia i suoi lettori ad essere “trasformati attraverso il rinnovamento della loro mente” (3) lo fa con la certezza che una trasformazione radicale sia possibile attraverso un cambiamento di mentalità. Allo stesso modo, Gesù dice ai suoi ascoltatori: “conoscerete la verità e la verità vi farà liberi” (4), sapendo che potremo sperimentare la vera libertà seguendo la Sua parola.

 Conosci la verità – una relazione

Quando Gesù parlava di “conoscere la verità”, si riferiva a una relazione intima e profonda con la verità, e non a una semplice conoscenza intellettiva delle parole. Nel Nuovo Testamento, il termine utilizzato in Giovanni 8:32 per “conoscere” è la parola greca ginosko, la stessa che viene utilizzata da Maria nel rispondere all’angelo Gabriele: “Come avverrà questo, dal momento che non conosco (ginosko) uomo?” (5). Gesù ci sta dicendo che quello che ci rende liberi è un rapporto intimo con la verità.

Quindi, per essere trasformati e resi liberi dalla verità biblica, ciò che serve è molto più che la semplice memorizzazione della Scrittura: è necessario il rifiuto delle nostre false convinzioni di fondo e una totale dedizione alla Parola di Dio in quanto verità, a prescindere dalle circostanze e dalle emozioni. 

Per la maggior parte di noi, per ottenere questo grado di trasformazione e di libertà, è necessario prendersi un impegno e dedicarsi a questo processo, spesso facendoci aiutare da chi lo ha affrontato prima di noi. Un processo fattibile, e un obiettivo raggiungibile. Io stesso ho sperimentato in prima persona questo percorso di trasformazione attraverso il rinnovamento della mia mente. Ed ho anche visto molti altri ottenere liberazione, applicando in maniera seria le verità bibliche alla loro vita.

La chiave biblica per la libertà

Sapendo che per la maggior parte le dipendenze hanno alla radice un dolore, è molto importante ricordarci che molto spesso – se non sempre – il dolore emotivo è causato da false convinzioni e percezioni che sono state acquisite nel tempo, più che da eventi e circostanze sperimentati. Il persistente e duraturo trauma emotivo dovuto all’abuso sessuale, per esempio, è probabilmente legato alla convinzione della vittima, in seguito al l’avvenimento, di essere “sporca” e di “non valere nulla”, più che all’atto stesso. Può essere difficile da capire, ma è di estrema importanza per poter ottenere guarigione e liberazione. Il dolore che una persona sperimenta in seguito a un rifiuto, è solitamente dovuto alla falsa convinzione che ne risulta, ossia di essere “impossibili da amare” e che si verrà sempre respinti dagli altri.

E anche noi dobbiamo capire che queste convinzioni, che così spesso tengono le persone prigioniere del dolore, della mancanza di speranza e quindi delle dipendenze, sono tutte contrarie alla Parola di Dio. 

Vediamo ora alcuni punti chiave che offrono la liberazione dalle dipendenze, radicati nelle verità della Bibbia.

1.     Identificarsi come figli di Dio

Molto spesso la mancanza di speranza e il dolore di una persona intrappolata nelle dipendenze sono dovuti alla loro identità profonda. “Io sono un drogato o un alcolista. Questo è quello che sono e non c’è via di uscita.” Ma se si riesce a identificarsi con la verità, cioè il fatto di essere figli di Dio (6), se si capisce che si è diventati una “nuova creatura” quando si è accettato Gesù, e se si accetta il fatto che Dio ci ha giustificati, tutto questo porta alla libertà. (7) Io stesso ho visto persone che sono state liberate dalla dipendenza aggrappandosi a questa unica verità!

2.     Il perdono

Non finirò mai di sottolineare l’importanza del perdono per tutti noi, ma per coloro che sono intrappolati nelle dipendenze è addirittura una questione vitale, così come lo è per chi soffre di qualunque altro problema mentale come ansia o depressione. Sono molte le persone che si affliggono e non trovano pace a causa del l’incapacità di perdonare, a prescindere dal fatto che la persona che ha commesso il torto meriti il perdono. Il non riuscire a perdonare ci tiene infatti in prigione (8), e l’unico modo per uscirne è proprio il perdono.

 Molte persone scelgono l’oblio della droga e dell’alcol. E questo crea un ulteriore problema, se si tengono in considerazione i terribili traumi che molti di loro hanno già sofferto prima di cadere nella dipendenza. Perdonare non significa dimenticare, e certamente non legittima i mali commessi, ma è un passaggio fondamentale per ottenere liberazione.

3.     Verità e menzogne

È di fondamentale importanza riuscire a capire che non dobbiamo fidarci di tutti i nostri pensieri e sentimenti. Non solo ci troviamo spesso a credere a delle bugie riguardo la nostra identità, ma capita addirittura che molti nostri pensieri ed emozioni abbiano alla base una nostra esperienza personale anziché la realtà delle cose. Per esempio, una persona potrebbe sentirsi respinta e non amata perchè un genitore ha abbandonato la famiglia durante la sua infanzia. Sono cose di questo genere che spesso stanno alla base delle dipendenze.

 Ma in questi casi, respingere la menzogna che li porta a non sentirsi amati e scegliere di credere che il nostro Padre Celeste ci ama di un amore smisurato, può portare a guarigione, specialmente se si accetta di perdonare – in questo caso, il genitore che ha abbandonato la famiglia. Per essere efficace, la verità dovrà essere messa in pratica ed “esercitata” più e più volte, costantemente, spesso avvalendosi di un aiuto esterno per riuscire a sostituire la menzogna che si è portata dentro di sé per così tanto tempo.

4.     Riconoscere la battaglia spirituale

La chiave per una liberazione duratura dalle dipendenze, e da qualunque altro problema mentale, è riconoscere che ci troviamo nel mezzo di una battaglia spirituale. “Il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne”, scrive Paolo, “ma contro […] le forze spirituali della malvagità” (9). Molto spesso il campo di battaglia è proprio la nostra mente. Nel momento in cui capiamo di avere una posizione di autorità sul nemico, (10) saremo in grado di resistere l’oppressore e scegliere invece la speranza, la gioia e la pace. 

Questo processo, volto a capire e a mettere in pratica le verità bibliche per combattere le dipendenze, viene molto spesso affrontato con l’aiuto di alter persone. Per questo motivo, io vi consiglio di seguire dei corsi come ad esempio quelli di Freedom In Christ (in lingua inglese, ndr), disponibili al sito www.ficm.org.uk, che sonno stati utili alla liberazione di molte persone.

In ogni caso, chiunque può iniziare fin da ora ad essere trasformato attraverso il rinnovamento della propria mente. (11) Dobbiamo seguire l’esempio di Paolo e “demolire i ragionamenti e tutto ciò che si eleva orgogliosamente contro la conoscenza di Dio, facendo prigioniero ogni pensiero fino a renderlo ubbidiente a Cristo”. (12)

Tutto questo è ciò di cui di occupa anche la moderna psicoterapia cognitivo-comportamentale, un processo che si trovava nella Bibbia molto tempo prima che gli psicologi la descrivessero! 

Steve Smith è un Medico di Medicina Generale, Specialista in disturbi da abuso di sostanze, a Brighton (UK). In passato ha la lavorato nel campo delle dipendenze in Pakistan.

Bibliografia

  1. Romani 8; Galati 5:16
  2. Giovanni 8:36
  3. Romani 12:2
  4. Giovanni 8:32
  5. Luca 1:34
  6. 1 Giovanni 3:1
  7. 2 Corinzi 5:17, 5:21
  8. Matteo 18
  9. Efesini 6:12
  10. Efesini 2:6-7
  11. Romani 12:2
  12. 2 Corinzi 10:4-5

Articolo originale https://www.cmf.org.uk/resources/publications/content/?context=article&id=26789

Traduzione a cura della Dott.ssa Giulia Dallagiacoma, specializzanda in Igiene e Medicina Preventiva