Forza nella debolezza

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“Per questo, per amore di Cristo, mi compiaccio nelle debolezze… perché, quando sono debole, allora sono forte.” (2 Corinzi 12:10)

L’università in cui ho praticato la mia formazione medica post-laurea ha posto una copia del suo stemma, una grande lettera U, su una collina vicino al centro medico. La U, che era circondata di luci che venivano accese durante gli eventi sportivi, annunciava al termine di ogni gara il risultato alla comunità circostante, lampeggiando ad ogni vittoria. Il rettore dell’università spiegò il simbolismo delle luci dicendo che l’università esultava con gioia in caso di vittoria, ma restava coerente e stabile anche nella sconfitta. Effettivamente, il modo in cui affrontiamo le avversità può rivelare il nostro vero carattere.

L’apostolo Paolo nella sua vita ha imparato bene cosa significa affrontare un’avversità: dal naufragio alla lapidazione e dai conflitti all’incarcerazione, egli ha dovuto spesso attraversare tempi difficili, sperimentando sulla sua pelle il fatto che Dio non sempre rimuove la sofferenza personale. Tuttavia, Paolo ha potuto riconoscere che l’unico mezzo per superare i suoi periodi di angoscia era la forza di Dio. Anche noi, come Paolo, ci troviamo spesso ad attraversare tempi difficili. Potremmo sentirci schiacciati dalle esigenze della nostra professione, oppure trovarci in difficoltà nel gestire dei fallimenti personali, o ancora potremmo dover affrontare dichiarate persecuzioni mentre restiamo saldi nelle vie di Dio. In queste circostanze, guardare all’esempio di Paolo può essere per noi fonte di incoraggiamento e istruzione.

Paolo era consapevole dei suoi limiti, al punto di affermare anche che parte del suo malessere, la sua “spina nella carne”, era stata stabilita per ricordargli di non insuperbirsi (2 Corinzi 12:7). Ma egli aveva anche preso coscienza del fatto che Dio è onnipotente e che la potenza di Dio può manifestarsi personalmente. “Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica”, scrisse rivolgendosi ai credenti di Filippi (Filippesi 4:13). Fu proprio nel realizzare la sua debolezza che Paolo fu in grado di afferrare la potenza della forza di Dio nella sua vita. Così, Paolo trovò la sua massima forza nella sua stessa debolezza. Attraverso la forza di Dio, Paolo perseverava nelle sue avversità: poteva essere scoraggiato ma non distrutto, confuso ma non disperato. Continuava a vivere con l’atteggiamento di un servo, nonostante le difficoltà che doveva affrontare.

Anche noi dobbiamo imparare a riconoscere i nostri limiti e le nostre debolezze. In questo modo potremo affrontare le nostre difficoltà in modo diverso, invocando il nome del nostro potente Dio, afferrando la sua forza e continuando a insistere. Così, potremo risplendere anche in apparente sconfitta.

Ma noi abbiamo questo tesoro in vasi di terra, affinché
questa grande potenza sia attribuita a Dio e non a noi. (2 Corinzi 4:7)

Ulteriori letture: 2 Cor 4:5-10, 6:1-10, 12:7-10; Fil 4:11-13.

Articolo tradotto da Debora Merone 

Link originale: https://www.cmf.org.uk/doctors/devotion/?id=devotion&day=31&month=5